mercoledì 30 marzo 2011

DOLMEN, CIPRESSI E...BUCHI NELL'ACQUA.




Da sempre mi sono domandato del perché il cipresso fosse “l'albero del cimitero”.
Senza mai rendermene conto, quasi sempre, se all'interno di un centro abitato, spesso un paese, notavo un raggruppamento di questi alberi mi dicevo “li di sicuro si trova il cimitero” e quasi sempre era così.
Chiesi ai miei colleghi se loro sapessero il perché di questo accostamento; mi risposero che forse il cipresso faceva parte della divinazione di qualche culto pre-cristiano, forse un albero sacro a una divinità classica. Era una delle risposte che io stesso mi diedi.
Prima di andare alla ricerca di qualche documento che attestasse questo, di qualche antico mito, ho provato a ragionarci su. All'inizio ho pensato alla forma particolare di questa pianta. Sembra una fiamma. Ho pensato allora ai lumicini dei cimiteri, alle loro piccole fiammelle e chissà, forse con un po' di immaginazione il cipresso è l'unico albero che ricordi una fiamma, e spesso nei luoghi di sepoltura i lunicini ricordano le anime dei morti, o comunque degli spiriti. E'questa l'analogia giusta? I cipressi come grandi fiamme tombali? Come enormi fuochi fatui somiglianti oltre che nella forma anche, quasi, nel colore?
Ho fatto un'altra personale deduzione sul cipresso come identificazione di un territorio, in questo caso il cimitero. Anni fa per lavoro seguii un corso regionale di archeologia relativa al nord Sardegna. Studiai i dolmen, i triliti megalitici molto diffusi nel nord Europa, risalenti al medio paleolitico, che avevano funzioni di sepoltura. Di solito le popolazioni che si servivano dei dolmen in Gallura, quando nella gran parte dell'isola per lo stesso scopo si usavano le domus de janas, erano genti dedite non all'agricoltura e quindi non stabili in un territorio, costrette a spostarsi seguendo il ritmo delle stagioni. L'archeologa che curò il mio corso ci spiegò che per questo motivo queste tombe servivano anche per segnalare ad altre tribù che giungevano in quei luoghi che quel territorio era occupato da altre genti. Insomma, il dolmen oltre che un utilizzo tombale aveva uno scopo di segnalazione del territorio.
Allo stesso modo ho pensato che anche il cipresso, in un modo meno importante, segnalasse,già in un epoca priva di cartelli di indicazione, il luogo di sepoltura di un paese e quindi identificato solo con quella popolazione.
Mi sono quindi trovato con due strade da percorrere sul capire il significato del cipresso come pianta cimiteriale:

CIPRESSO=SIMBOLO e CIPRESSO=SEGNALE.

Ho così deciso di cercare riscontri sul web, ben sapendo che la seconda deduzione avesse un'impronta troppo fantasiosa.
Digitai per iniziare la parola CIPRESSO e mi imbattei nel solito wikipedia che, sebbene spesso non sia una vera fonte di sapere massimo, può comunque dare spunti interessanti e suggerimenti su dove cercare ulteriori approfondimenti.
Sull'utilizzo di quest'albero nel cimitero trovai da prima una risposta che mi lasciò l'amaro in bocca, cito: il cipresso “è l'albero tipico dei cimiteri perché le sue radici, come quelle di tutti gli alberi, hanno estensione e sviluppo corrispondenti a quelli dei rami; quindi, nel caso del cipresso, scendendo a fuso nella terra in profondità invece che svilupparsi in orizzontale (come per le querce e gli altri alberi a chioma larga), non danno luogo a interferenze con le sepolture circostanti”.
Non volevo credere che il suo utilizzo in questo luogo sacro fosse dato solo dalla crescita in profondità delle sue radici.
Continuo a leggere saltando le parti relative alla tassonomia e alle varie malattie e ai vari organismi che possono nuocere la pianta e finalmente trovo quello che cercavo.
Scoprii così che fin dall'antichità il cipresso è sempre stato identificato con il culto dei morti. In alcune regioni dell'Asia orientale è simbolo di vita eterna.
Poi finalmente il mito...il mito greco di Ciparisso:

Ciparisso era un giovine caro ad Apollo. Il ragazzo era così devoto al dio che questi gli fece un regalo speciale: un cervo dalle corna d'oro. Questo cervo non era un semplice animale per Ciparisso, ma divenne in breve tempo il suo miglior amico con il quale passava intere giornate a girovagare nei boschi.
Spesso il cervo accompagnava il suo giovane padrone quando questi andava a caccia. Un giorno Ciparisso uscì da solo di primo mattino con il suo arco per andare a caccia. Si inoltrò nel bosco alla ricerca di una buona preda. A un certo momento vide un grosso cespuglio muoversi. Un cinghiale? Ciparisso, abile cacciatore, mirò verso il cespuglio, tese la corda del suo arco e scoccò la freccia. Il colpo andò a segno ma dal cespuglio non spuntò morente un cinghiale ma l'amato cervo che di li a breve cadde a terra. Per il prezioso amico non vi fu nulla da fare. Ciparisso piangente invocò Apollo. Il dio, vedendo il dolore del suo giovane pupillo gli disse che, qualunque cosa lui desiderava, gliel' avrebbe concessa. Ciparisso aveva un solo desiderio, poter piangere in eterno il suo amato cervo. Apollo provando compassione per il giovane decise di esaurire la sua richiesta. Le lacrime di Ciparisso si colorarono di un verde intenso e si tramutarono in foglie che gli coprirono tutto il corpo e le gambe si trasformarono in radici. Il giovane divenne un albero. Da quel giorno il Cipresso è considerato un simbolo di dolore.

Etruschi e romani ripresero questo mito greco eleggendo la pianta al ruolo di simbolo di dolore. Non a caso i cristiani, insieme alla palma, all'ulivo e al cedro, ritengono che il legno del cipresso venne utilizzato per costruire la croce nella quale fu condannato il Cristo.
In conclusione posso finalmente dire di avere dato risposta alla mia domanda. Si, il cipresso non a caso è l'albero dei cimiteri, si le sue origini sono da ricercare nei miti, si è un simbolo di dolore...No, la storia dei dolmen come segnalazione di territorio da raffrontare con il cipresso come indicazione di cimitero proprio non sta a galla, un vero buco nell'acqua...
Mauro Pirisinu


La foto iniziale del blog è stata presa da .http://www.wikideep.it/cipressi/

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